Snoezelen Room

A febbraio 2015 la cooperativa ha acquistato, anche grazie al contributo delle Associazioni e la popolazione buschere, la “snoezelen-room”, altrimenti detta “stanza bianca” o “sensoriale”. Ad ottobre una parte di operatori della Comunità ha partecipato al primo livello di formazione con il Dottor Stephan Maris Neuropsicologo, e la Dott.ssa Marie Christine Szymanski educatrice specializzata sulla presa in carico di persone autistiche ed affette da plurihandicap. I due formatori lavorano al Foyer Medicale “Pierre Valdo” di Tours.

Attualmente gli educatori Professionali di Villa Ferrero stanno accompagnando in sedute quotidiane e individuali alcuni degli ospiti della comunità i quali vivono così contemporaneamente una situazione di rilassamento e di stimolazione attraverso la relazione con l’operatore, la musica di sottofondo che evoca i suoni della natura, i profumi di olii essenziali, le luci soffuse, gli arredi su cui distendersi e farsi coccolare, il “bubble tube”, la tenda a fibre ottiche, le immagini proiettate sul muro e i vari oggetti che permettono un contatto fisico non invadente (palline di gomma, stoffe, pennelli, guanti, ecc…).

Il risultato è un ambiente contenitivo, morbido e rilassante; le sedute all’interno della stanza sensoriale devono avere caratteristiche di flessibilità e adattabilità, per offrire un canale comunicativo diverso per ognuno e potersi modificare durante la seduta a seconda delle dinamiche personali. La stanza sensoriale (Snoezelen room) dà continuità e sicurezza”.

La parola “snoezelen” deriva dall’olandese “doezelen”: pacare e “snuffelen”: stimolare.

 La metodologia utilizzata dagli educatori si basa su 4 punti:

  • Osservare il qui e adesso: vivere il tempo presente e non pensare al dopo; non interpretare il comportamento e decifrare il “profilo sensoriale” della persona;
  • Rassicurare la persona, conoscere i sistemi corporei e regolare la transizione tra i registri sensoriali;
  • Accogliere la persona senza proiettare su di essa le proprie idee ma lasciarsi guidare dai suoi movimenti;
  • Comunicare: la comunicazione sensoriale non è verbale. Bisogna creare le condizioni per una relazione autentica, armoniosa e calorosa.

Questo è il percorso che abbiamo intrapreso finora e che stiamo portando avanti con entusiasmo e voglia di sperimentare, gratificati anche dalla risposta positiva che gli utenti stanno dando e soprattutto dal beneficio che ne traggono…